RECENSIONE

Il bello del punk è che seppe farsi pronto per divenire ‘qualcosa d’altro’ già mentre sgomitava per ergersi, annaspante in un futuro tutt’altro che rifiutato dagli slogan. Si frenava subito dopo aver messo il piede sull’acceleratore – in pratica – prendendo scorciatoie e strade poco battute in attesa di chissà quale rivelazione. Ci sarebbe voluto un bel po’ prima che qualcuno avesse la brillante idea di appellarla new wave, come un figlio con troppi genitori. In tutto questo Spizz c’aveva visto giusto se già nel suo dinamitardo esordio (6.000 Crazy, Rough Trade, 1978, sotto l’egida Spizzoil) urlava a squarciagola ‘This is the new wave!’. Ma è il Capitano Kirk il nostro ciarlare odierno, perso con la sua Enterprise dentro dei solchi che mai furono così tellurici e contagiosi. Roxy Music a 78 giri, glam rock spinto all’estremo, forgiatura coatta di Placebo; ecco cos’era Where’s Captain Kirk?, forse – almeno per chi scrive – uno dei cinque singoli davvero imprescindibili di quel furioso biennio. Adagiato su una sottile aria di Star Trek l’eclettico Spizz (uomo aduso a mille denominazioni ma nato Kenneth Spiers) eruttava l’anthem definitivo per tutti i visi rivolti verso Londra. Che non bruciava più, e anzi si divertiva assai con la sua Virginia Plain transgender.

 

Non c’è anarchia, nessun anticristo e tantomeno rivolte bianche, Spizz gigioneggia in un ritornello irresistibile che toglie ottani alla rabbia iniettando combustibile in un vulcanico divertissement pop. Where’s Captain Kirk? (scovatevi la rilettura dei R.E.M.) è una Dancing With Myself spogliata dal machismo onanista o una Boys Don’t Cry suonata a Paperopoli con i Banana Split. Ma non solo dacché primo numero 1 delle classifiche indipendenti, quel 19 gennaio 1980, con le sue 50.000 copie vendute in un soffio. Voleste ampliare c’è Do A Runner (a nome Athletico Spizz 80, ovvio), disco che non dovrebbe mancare nei vostri scaffali. Non c’è il dark ma il kraut sì, non indugia in pistole fumanti e anzi si immola su svisate da cuordibue, ama i Can ma anela a quei Banshees ai quali leggenda ascrive il contratto Rough Trade dei nostri, strappato durante un’invasione di palco di Spizz al Barbarella di Birmingham proprio durante un concerto della Susanna.

Oggi – data astrale 2018 – Monsieur Spiers non è ancora domo, passa le sue giornate su qualche palco, una marea di gelati (dei quali è ghiotto) e numerosi weekend in quel di Venezia. William Shatner gradirebbe assai.

 

Michele Benetello

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Spizzenergi
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