Un disco che è un trattato di psicologia, Self Esteem e il suo “Prioritise Pleasure”.

REVIEW

Un disco che è un trattato di psicologia, Self Esteem e il suo “Prioritise Pleasure”.

Se si ha voglia di penetrare la coltre di edonismo e superficialità che sembra avvolgere l’ultima fatica di Self Esteem si scopriranno tesori preziosi, riflessioni introspettive mai banali e nuovi stimoli per guardare il mondo sotto una luce nuova.

La cultura dei tempi moderni è la prateria dove la cowgirl in nero Rebecca Taylor spazia con il suo songwriting sempre in cerca tra le pieghe dell’esistenza, tra gli afflati dell’animo umano, attraverso una pop music innodica e penetrante, indagatrice e riflessiva.

“I’m Fine” è trascinante ed enigmatica, una voce satura di emozioni che tenta di governare un groove profondo circondato da samples svolazzanti come corvi sopra ad una carcassa abbandonata in un canyon desolato.

“Fucking Wizardry” è pop moderno fatto con suoni un po’ superati, tribale e urbano, con quell’organo giocoso e quei cori esaltanti che ne fanno un gioiello di delirante felicità.

“Hobbies” è tutta stratificazione sonora, composta da ritmo e voci, la title track spinge la stesura verso un musical immaginario, è un ballo di emozioni all’interno della psiche umana, frustrazioni e slanci di libertà, l’affermazione dell’essere attraverso il corpo ma mai per il corpo, alzando sempre l’asticella verso un’evoluzione spirituale. “Moody” è soul/funk da shopping, “Still Reigning” cerca un modo tutto suo di essere sentimentale ma si impantana in un chorus un po’ stucchevole.

“How Can I Help You” è supporto psicologico in forma sonica, forse uno dei brani in cui Rebecca riesce a dare il meglio di sé, una galoppata in un west della mente selvaggio e più pericoloso e fatale che mai. “Just Kids” coi suoi archi sintetici e la melodia che si innalza in un gospel della memoria, ricordi sbiaditi recuperati e pronti ad essere custoditi dalla sua fedelissima fanbase.

Conclusione : “Prioritise Pleasure” ci dimostra che si può essere pop e dire la verità su come stanno realmente le cose, anzi, si deve essere pop per riflettere esattamente sull’esistenza senza correre il rischio di essere fraintesi, Self Esteem lo fa, da “unapologetic pop star” quale è, riuscendo in tutti i suoi intenti.

AD

LINKS

facebook-band
spotify-band
twitter
instagram-band
Stai leggendo:
Un disco che è un trattato di psicologia, Self Esteem e il suo “Prioritise Pleasure”.
3min di lettura
Ricerca contenuto